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Un tempo, in molti luoghi della Terra, fra le popolazioni native esisteva il costume di scegliere uno spazio in campo aperto, ma protetto, dove incontrarsi. Era un luogo che non apparteneva a nessuna delle due parti, ma nel quale entrambe potevano iniziare uno scambio di oggetti, di gesti, di reciproca conoscenza che, solo in un secondo momento e mai obbligatoriamente, li avrebbe portati in contatto. Il sito è un luogo virtuale e ricrea quello spazio sacro dell’incontro. Si trova nel w(orld)w(ide)w(eb), luogo neutro per eccellenza, che contiene tutto, ma non è nulla di ciò che vi si trova. È di tutti, ma di nessuno in particolare. È uno spazio nel quale si può iniziare un percorso di conoscenza, senza incontrarsi mai, ricreando la giusta e necessaria distanza, oggi detta privacy, fra la persona/personale e la persona/sociale, fra l’interiore e l’esteriore. Ed è da qui che possiamo iniziare… |